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Luceonline incontra Alberto Angela al MarTa.

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“ Questa è una puntata di Ulisse sulla Puglia. Taranto e’ un tappa obbligata, ha una storia antichissima con una successione di culture e civiltà che si compenetrano l’una con l’altra: ognuna ha dato qualcosa a quella successiva, una grande ricchezza.”
- Alberto Angela sta girando “Ulisse, il piacere della scoperta”, un programma televisivo documentaristico in onda sulla Rai. Tra una registrazione e l’altra, parla di Taranto con noi…

“ La storia è anche rispetto verso chi ci ha preceduto pur essendo di culture estremamente diverse. Dunque, la storia ti aiuta anche nel presente a rispettare culture diverse.”
- MarTa, luogo di culture..

“ Certamente in un museo come questo ci si trova difronte ai greci, ai romani, a tutte le culture precedenti. Si riesce a vedere quanto sia stata ricca questa terra. E qui Taranto offre un messaggio molto importante sia per chi ama la storia, chi ama l’arte, chi ama il passato, chi ama capire il presente: questa è una cosa che altri Paesi non hanno.”
- Ci fa qualche esempio.

“ Sono stato in Africa, tranne il Nord Africa chiaramente, mi trovo di fronte a questa mancanza di storia che mi aiuta a capire il presente, proprio perché c’è stato un passato diverso rispetto ad oggi, pur essendoci musei. “
- Allora dov’è la differenza?
“ Qui abbiamo una fortuna altrove non riscontrabile, anche in nord Europa. Taranto rappresenta quello che è stato il Mediterraneo, un cortile su cui si affacciavano tante civiltà, un cortile grande abbastanza per tenere a distanza vitale le varie civiltà, ma piccolo a sufficienza per permettere loro di comunicare, con il commercio, con i viaggi, a volte purtroppo anche con le guerre.”
- La comunicazione, allora…

“… la comunicazione di oggi parte dall’alfabeto e qui nessuno ha dovuto reinventarlo: dai codici al pc, una specie di passamano, di staffetta, che parte dal Libano, dai Fenici, proto anche nei segni, poi passa nell’Egeo, in Grecia, arriva in Italia, gli Etruschi, i Romani.
Ed oggi io scrivo al computer con dei caratteri che sono romani, perché sono il frutto di questa lunga evoluzione.”
- Tornando a Taranto, per la città il MarTa rappresenta anche una speranza di riscatto.
C’è un rinnovato fermento, tra le idee in campo spicca, ad esempio, la riscoperta e la valorizzazione delle radici spartane.

“ Non conosco nei dettagli questo progetto ma penso sia un esempio del dinamismo che può innescare sul territorio uno stimolo per il futuro, a prescindere: è giusto che ci siano delle contrapposizioni, dei dibattiti.
Da qui una consapevolezza nei cittadini e negli italiani in generale, ovunque siano.”
- Far circolare l’idea, insomma.
“Si, far comprendere pienamente l’importanza della ricchezza di un patrimonio culturale. Purtroppo, una caratteristica tipicamente italiana e’ quella di avere tante potenzialità sepolte. Io spero sempre nel cosiddetto effetto radici.”
- Ovvero?
“Tirare fuori da un piccolo lembo un discorso che poi diventa qualcosa di assodato. Ma il fatto che Il territorio sia culturalmente vivo, è importante: stimola il pensiero.”

Solo uno stralcio, un breve VIDEO che permette di sentire dalla voce di Alberto Angela l’importanza del “partire dal passato per avere uno stimolo per il futuro”.
Luceonline incontra Alberto Angela, uno stralcio.

Dedicato a Taranto.
«Quell’angolo di mondo più d’ogni altro m’allieta,
là dove i mieli a gara con quelli del monte Imetto fanno
e le olive quelle della virente Venafro eguagliano;
dove Giove primavere regala, lunghe, e tiepidi inverni,
e dove Aulone, caro pure a Bacco che tutto feconda,
il liquor d’uva dei vitigni di Falerno non invidia affatto.»
Quinto Orazio Flacco – A Settimio – Odi, II, 6, 10


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